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Visito la Sardegna regolarmente da dieci anni, cercando zone relative ai miei
particolari interessi, vale a dire aree con foreste pietrificate situate in spazi
aperti nella regione dell’Anglona.
La “foresta pietrificata di Carrucana”, situata vicino a Martis (v. Martis 1),
i boschi fossili, cementati in posizione diritta davanti alla chiesa di Soddi (v.
Soddi 1), gli enormi legni adiacenti al museo abbandonato di Zuri, opposto
alla chiesa di San Pietro (presso il Lago Omodeo), la colonna di Bulzi con
una Maria su un ceppo fossile e gli enormi “ceppi” (chiamati tronchi di albero
dalla gente del posto) di Riu Altana a Laerru (v. Laerru 1). Alla prima occhiata,
i fossili sono poco attraenti e, fino a un certo punto, sembrano realmente
legni fossili, anche se alcuni non mostrano assolutamente alcuna significativa
compagine lignea, ma le superfici dei ceppi hanno le tipiche strutture a “cavol fiore” delle alghe.
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Per regola generale, uno scienziato prima di tutto cerca di separare le cose e di
sviluppare un concetto per la sua ricerca con obiettivi, come la differenziazione
di luoghi, circostanze, materiali, ecc., e questo è precisamente quello che stavo facendo.
Divenne subito chiaro che in Sardegna sono due importanti regioni: una attorno al Lago Omodeo con veri boschi fossili - ed un’altra intorno a Laerru con ceppi abbastanza strani e di natura ignota. Questo primo passo d’identificazione delle due regioni fu seguito da un’analisi sistematica di tutti i fossili rinvenuti sul terreno, o conservati nei musei e nelle raccolte private. L’analisi della letteratura sull’argomento completò l’investigazione, che fu diretta alla ricerca di risposte per le domande che sorsero da ciò che avevo osservato sul
campo.
Inoltre, scoprii un numero di importanti osservazioni nella letteratura meno recente sull’argomento, da LA MARMORA (1858); COCOZZA et al. (1974), COMASCHI CARIA 1958,1959; CARRIER & MAXIA 1970, STERZEL 1900 ecc..
Regione Lago Omodeo Cominciando col Lago Omodeo, ho frequentemente camminato lungo il bordo del lago e cercato fossili, fatto fotografie e studiato la geologia dell’area.
Nel villaggio di Zuri ho trovato enormi tronchi di boschi fossili, simili a quelli conservati nella Facoltà di Geologia di Cagliari (sala di ingresso). Pietrificati e colorati, in situ non c’era nessuna traccia di radici, ramoscelli o corteccia.
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Questi si possono vedere solamente nelle ben conosciute immagini da altri paesi con boschi fossili veramente validi (Lesbo, Grecia, ecc.). La maggior parte dei grandi legni erano tendenti al marrone e ben preservati nelle strutture microscopiche. Tutti i tipi presenti, appartenevano a generi tropicali, come palme (Palmoxylon), mahagoni tropicali ed alberi di bombax (Bombacoxylon oweni, Grewioxylon), ed altri legni tropicali, sconosciuti nei nostri paesi. I fossili giacevano orizzontalmente nelle ghiaie (v. Lago Omodeo 1), sabbie e tuffites ed assomigliavano a quelli della Baviera e di altre località dell’Europa, dai sedimenti del Miocene, ma in queste regioni si erano spostati dagli strati più antichi nei sedimenti più recenti. Il Mediterraneo non aveva evidentemente sperimentato un clima tropicale durante gli ultimi 35 milioni di anni, ma solo uno subtropicale (Cfa-climate sensu Köppen), e perciò il dubbio sull’esistenza di “boschi tropicali” dovrebbe essere in qualche modo scartato. Fu solamente 40-50 milioni di anni fa, ossia nell’Eocene, che accadde un Af-climate tropicale (sistematico secondo Köppen) ed i boschi appartennero a questo periodo, confermato da scoperte abbondanti nel clay Londinese (Inghilterra) e in altri paesi come Ungheria, Repubblica Ceca, Italia, ecc.
Quindi, ciò potrebbe significare che vi fu veramente una foresta fossile? No, niente affatto! Ci si è basati unicamente su ceppi simili a tronchi, pezzi di legno piccoli e grandi, e null’altro. Non sono mai state trovate in situ radici o ceppi che stessero diritti in piedi sul terreno (erano stati solamente cementati in posizione eretta). Non si trovano mai cortecce o ramoscelli di legno, che sono tipici dell’abrasione dei fiumi o di trasformazioni. Il processo di modifica, attraverso il quale i tronchi venivano trascinati a riva dai sedimenti più antichi da fiumi e ruscelli, per finire milioni d’anni più tardi in strati geologici molto più recenti, è abbastanza comune e ben conosciuto in tutto il mondo, come largamente attestato in letteratura. Sorge inevitabilmente la domanda in quale località europea è possibile rintracciare una vera foresta fossile ancora in situ e che abbia tutti i menzionati “collegamenti mancanti”. Solamente nell’isola di Lesbo in Grecia, vicino a Sigri, sono rintracciabili grandi ceppi pietrificati, elevati diritti con radici, e gambi sviluppati oltre 10 metri di lunghezza, giacenti nel sedimento con le loro radici che puntano in alto verso il cielo. Il mio collega Prof. Velitzelos (Università di Atene) studia l’area da più di 20 anni e fornisce informazioni sufficienti per impostare confronti ben definiti con altri siti.
Pertanto, siamo in grado di affermare che nell’intera area del Lago Omodeo, non esiste alcuna foresta fossile, né in Zuri né in Soddi-Olmecca (v. Soddi1)....
Hans Joachim Gregor
L'articolo non è completo, quello che si è potuto leggere è un anticipazione di quello che troverete nel numero 32 in edicola!
[continua in edicola nel numero 32] |
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