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Herakles fu il maggiore eroe greco, un eroe tebano semidivino, venerato come simbolo di forza e di coraggio, ma fu anche divinità olimpica ed ebbe una lunga fortuna di devozione in molti paesi dell’area mediterranea. Sotto la superficie del mito, cercando oltre la semplice storia da focolare, si scopre molto di più di quello che colpisce subito la nostra fantasia, dopo avere affascinato molte generazioni, prima di noi... Si percepisce, per esempio, che gli scambi interculturali nell’area del Mediterraneo antico furono molteplici e frequenti, anche da prima dell’età del bronzo.
Ermes ordina a Helios di trattenere i suoi cavalli, ritardando in tal modo il sorgere dell’alba, cosicché Zeus (sotto le mentite spoglie del marito reale) possa restare più a lungo con Alcmena, sposa di Anfitrione, figlio di Alceo e nipote di Perseo. Nella lunga notte che ne risulta, è concepito Herakles. Dal marito legittimo nascerà poi Ificle, che diventerà amico di Herakles. Per Hera, invece, Herakles altro non è che la prova vivente dei tradimenti di Zeus, per cui gli sarà nemica.
 
Quando Zeus annuncia agli Dei che sta per nascere un discendente di Perseo, destinato
a dominare tutti quelli della sua stirpe, Hera – per vendetta – ritarda il parto di Alcmena, in modo che poco prima di Herakle nasca Euristeo, figlio di Steselo, anch’egli nipote di Perseo. In tal modo, Euristeo sarà l’annunziato re di Micene e potrà imporre la propria volontà ad Herakles.
A soli 8 mesi, Herakles strangola due serpenti inviatigli nella culla da Hera. Della sua educazione si occupano Castore, Chirone e Lino. In un accesso d’ira, (voluto da Hera, ce ne saranno altri) per la critica al suo modo di suonare la lira, Herakles uccide Lino, rompendogli la lira sul capo. Una delle sue prime imprese è l’uccisione di Ergino, re di Orcomeno, che pretendeva un tributo di cento buoi dai tebani. Il re di Tebe premia Herakles dandogli la figlia Megara in sposa. In un accesso di follia, Herakles uccide moglie e figli. Quando si reca a Delfi per purificarsi, l’oracolo gli ordina di mettersi al servizio di Euristeo per 12 anni. Ecco, quindi, le 12 fatiche:
1) Uccisione del leone di Nemea, valle presso Micene. Il leone, nato dall’unione di Echidna con Tifone (oppure con Ortro, il cane a due teste di Gerione)(1) possiede una pelle invulnerabile, di cui Herakles si fregerà dopo averlo soffocato.
2) Uccisione dell’Idra di Lerna, posto a sud di Micene. Le teste (in numero di 7, o 9, o 50), se mozzate ricrescevano, per cui Herakles , subito dopo averle tagliate, brucia i monconi dei colli. Quindi intinge le sue frecce nel sangue velenoso del mostro.
3) Cattura del cinghiale del monte Erimanto: lo spinge fino ad un mucchio di neve, quindi lo cattura cingendolo con le braccia, senza ucciderlo.
4) Cattura della cerva di Cerinea, in Arcadia. L’inseguimento dell’animale, che possiede zoccoli di bronzo e corna d’oro, dura un anno intero.
5) Caccia, con l’arco, degli uccelli della palude di Stinfalo, sita ad ovest di Micene. Gli uccelli hanno becco, artigli e penne di bronzo ed usano queste ultime come
6) Conquista del cinto d’Ippolita, regina delle Amazzoni. A questa impresa partecipano
anche altri eroi, tra cui Teseo, che forse sposerà Ippolita.
7) Pulizia delle stalle di Augia, re dell’Elide, sulle coste occidentali del Peloponneso.
Herakles devia il corso di due fiumi, Alfeo e Peneo. Vince una contesa con Augia per il compenso del lavoro svolto, e con il ricavato fonda i Giochi Olimpici.
8) Cattura del Toro di Creta, che vomita fuoco. Per farlo, Herakles usa una grande
9) Cattura delle cavalle di Diomede, re della Tracia, che si nutrono di carne umana.
Herakles le doma e dà loro in pasto lo stesso re.
10) Cattura dei buoi di Gerione, mostro con tre corpi. Herakles riesce nell’impresa dopo avere ucciso Ortro. Nel corso di questa fatica soffoca Anteo (figlio di Gea e di Posidone), che uccideva tutti i viandanti per erigere un tempio di teschi umani al
11) Conquista dei frutti d’oro delle Esperidi. Il giardino dove crescono i pomi (che forse rendono immortali) si trova oltre i confini del mondo ed è custodito dal drago
12) Cattura di Cerbero, il cane a tre teste di Ade. Herakles libera Teseo, che si trova
incatenato nell’Ade per aver tentato di liberare Persefone.
 
Come si può notare, fino alla settima fatica si resta molto vicino a Micene, nel Peloponneso. Poi ci si allontana progressiva- mente, invece, fino ai con- fini del mondo degli uomini ed oltre ancora, fino all’Ade, con Ogigia fiammeggiante.
Così, accade che molti templi di Herakles sorgano vicino ad acque termali calde, cioè “infernali”.
Tra molte altre cose,(2)
Herakles partecipa al viaggio degli Argonauti,(3) con Ila, un ragazzo che ama. Questi è rapito ed annegato dalle ninfe, presso una fonte alla foce del fiume Cio. Herakles allora abbandona l’impresa. In Etolia lotta con il dio del fiume Acheloo e conquista Deianira, da cui ha un figlio, Illo. Per attraversare il fiume Eveno, che è in piena, chiede al centauro Nesso di traghettare Deianira. Nesso la insidia, Herakles lo uccide con una delle sue frecce avvelenate del sangue di Idra. Nesso, morente, si finge pentito del suo gesto e consiglia a Deianira di raccogliere il suo sangue per usarlo come filtro d’amore. Deianira, temendo di perdere Herakles, che ha incontrato Iole, gli confeziona una veste intrisa del sangue del centauro e gliela fa portare dallo schiavo Lica. La veste avvelenata divora subito le carni dell’eroe, che, folle dal dolore, scaglia Lica nel mare. Quindi impone al figlio Illo di sposare Iole, infine si getta in un’enorme pira che ha costruito ed acceso sul monte Eta, in Tessaglia. Allora viene accolto nell’Olimpo, dove Hera, finalmente, lo abbraccia. Hebe, ex coppiera degli dei, figlia di Hera, sarà la sua sposa.

Origine del mito.
Somiglianza o identità con altri eroi divini.


Si tratta di un mito stratificato, complesso ed antichissimo: W. Burkert ne rintraccia notizie fino a 15.000 – 20.000 anni fa, in veste di cacciatore che uccide animali poderosi e anche di sciamano, che osa entrare nel mondo dei morti per poi uscirne illeso. Si tratta di figure semplici, che scaturiscono dall’immaginazione delle popolazioni primitive del Paleolitico Superiore. Sigilli accadici e sumeri ritraggono una figura Ercole e il toro cretese, vaso attico a figure nere, circa 490 a.C., Museo dell’Ermitage; Ercole ed il leone Nemeo, anfora a figure rosse, 550 a.C. circa, Museo di Stato di Berlino.munita di pelle di leone, arco e clava, nell’atto di abbattere leoni, draghi, uccelli da preda e altro.(4)
Viene subito in mente l’eroe sumero Gilgamesh. Vi fu davvero un governante di Uruk(5) con questo
 
nome, circa nel 2600 a.C.e subito dopo la sua morte cominciò a prendere forma il mito...

Maurizio Feo

L'articolo non è completo, quello che si è potuto leggere è un anticipazione di quello che troverete nel numero 32 in edicola!

[continua in edicola nel numero 32]

1 - Secondo altri, un mostro a nove teste, di cui sette serpentiformi, custode delle mandrie di Gerione.
2 - E’ rimasta una voluminosa aneddotica “minore”, da una mole originaria presumibilmente molto vasta e disomogenea, di carattere vario: ora umoristica e popolare, ora iniziatica, o simbolica. Tutto il mito, poi è stato lungamente rielaborato.
3 - Herakles diventa così l’uomo eroico che ha viaggiato agli estremi limiti del mondo, dalla Colchide alle Esperidi, pur con grandi sofferenze e limitazioni, che gli vengono dalla sua natura non completamente divina.
4 - Walter Burkert. 1985, pag 209. Anche gli Egiziani stessi calcolavano, al tempo di Erodoto, che fossero trascorsi 17000 anni da Ercole al regno
di Amasi, ultimo nelle dinastie egiziane (Erodoto, Storie II 43).
5 Odierna Warka, la biblica Erek, nel sud del paese, presso l’incrocio dei due fiumi: un Gilgamesh ne fu il quinto regnante documentato.


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