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Il Supramonte1 è una subregione geografica della Sardegna, che va a costituire una barriera naturale nei rapporti tra le più fertili ed accoglienti terre che lo circondano. In egual modo si presenta come un ottimo rifugio e difesa per le popolazioni che vi si insediano e riescono a carpirne i benefici. Le particolarità fisiche oltre a creare
una netta dicotomia territoriale costituiscono un unico sistema geologico e naturalistico dove lacomponente che maggior-
 

mente ha influenzato il popolamento umano, sia nelle epoche più remote che in giorni a noi vicini, è quella ambientale. L’impervia morfologia e la difficile vivibilità del Supramonte hanno portato ad una concentrazione delle attività umane in piccole e limitate aree che detengono le minime qualità adatte al sostentamento di un insediamento antropico. Della possibilità di stanziarsi in queste eco-aree hanno probabilmente potuto esentarsi i siti con finalità strategiche e/o cultuali, al cui sostentamento provvedevano le popolazioni destinatarie del servizio. Dallo studio approfondito dell’area supramontana di Codula ‘e Ilune ed in generale del Supramonte come identità geografica e archeologica è risultato che il popolamento in quest’area è stato sicuramente maggiore e meglio articolato nelle epoche preistoriche e protostoriche rispetto a quelle successive, o comunque vi è attestata per questi periodi una superiore concentrazione demografica in villaggi. Una delle più evidenti caratteristiche del sito di Punta Ghiradorgiu,2 conosciuto dai locali anche con il toponimo di Monticheddu as Campanas, è senza dubbio la sua ubicazione. Il villaggio è posto su di un torrione calcareo che fa da spartiacque a due affluenti di Bacu Sarachinu al confine tra i comuni di Dorgali ed Urzulei. La parete Ovest della guglia s’innalza per 50 m, raggiungendo i 150 m sul versante Est a causa della forte acclività del pendio su cui si erge. La superficie in cima (640 s.l.m.) si estende per circa 4300 mq;3 a questo dato è bene associare la forte limitazione d’uso determinata dall’alta pendenza e dai numerosi spuntoni rocciosi ivi presenti in modo da dedurre la bassa fruibilità del luogo. Nel sito risulta quindi impossibile praticare le consuete economie agricole e/o pastorali; a ciò si va inoltre a sommare la malagevole raggiungibilità del luogo che, nonostante alcune testimonianze riportino l’esistenza di una scala ‘e fustes...

Demis Massimiliano Murgia

L'articolo non è completo, quello che si è potuto leggere è un anticipazione di quello che troverete nel numero 32 in edicola!

[continua in edicola nel numero 32]


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