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Corrajos de Paulle
Galeotto fu Oniferi con il suo carnevale, inteso come raduno di maschere
tradizionali. Puntualizzare è doveroso perché, a mio avviso, il carnevale
nostrano rischia di perdere proprio la tradizione, diventando sempre
più ostentazione di maschere: fenomeno da guardare più che da vivere,
contaminazione più che confronto. La mia preoccupazione, e spero non
sia solo la mia, va evidentemente ben oltre l’immediatezza dei facili
consensi popolari e il numero delle presenze annoverate, fotografi
compresi. Il mio pensiero non sembri pertanto “pellegrino”, giacché,
in fatto di contaminazioni da individuare, l’occhio indagatore penso di
averlo ancora e più di me la Nikon che mi tiene compagnia. Comunque sia
la “formula” funziona: chi l’ha inventata ne mena vanto e lo spettacolo va
avanti poiché, si dice, i presupposti per un forte momento di aggregazione
ci sono tutti. A carnevale concluso, infine, va pure detto che, con la logica
de sas prestas cambias (scambio di prestazioni), ogni comune mascherato
avrà la sua bella porzione di festa inusuale... e tutti contenti! E’ chiaro però
che sull’argomento un monitoraggio serio e approfondito, libero da enfasi
e pregiudizi, andrebbe fatto, per tenere sotto controllo la situazione e porvi
rimedio laddove fosse necessario. Leggi tutto su Sardegna Antica 33 in Edicola... |
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