
Cristo compianto dalla Vergine attr. a Baccio Gorini, elemento di polittico (?), inizio XVII
secolo, olio su tela, cm 95 x 69, Sassari, deposito Museo G. A. Sanna, n. inv. 19055.
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In un saggio su Bisarcio e la sua diocesi nella storia e nell’arte del 1941, il
canonico Giovanni Battista Demelas, allora cappellano dell’Ospedale Civile
di Ozieri, con malcelato rimpianto scriveva: “Appesi, da antica data, alla
parete della sacristia della chiesa dell’ex convento dei Cappuccini di Ozieri,
esistevano, gelosamente custoditi, due quadri di un certo valore artistico,
eseguiti con mano maestra, da un pittore sardo del secolo XVII. Il primo quadro
riproduceva Gesù esangue, pesantemente abbandonato in grembo alla «Mater dolorosa» e nel secondo vi era dipinto, con finezza d’arte e naturale
espressione di dolore, le tre Marie, assise attorno alla tomba già vuota di Gesù Risorto. I due quadri, ritirati per essere
restaurati, – concludeva l’attento
cultore di storia locale – sono
attualmente esposti, in una sala del
museo archeologico Gio. Ant. Sanna
di Sassari”1.La notizia della presa in
carico dalla Soprintendenza Archeologica
di Sassari trova conferma nelle
pagine dell’odierno catalogo della
pinacoteca dello stesso ente: “Nel
1933 vennero trasferiti al Museo,
per essere avviati al restauro, i due
Retabli della chiesa della SS. Trinità
di Saccargia. L’anno successivo,
forse per gli stessi motivi di tutela e
restauro, furono prelevati anche due
quadri provenienti dall’Ospedale
Civile di Ozieri”.2 Se qualche dubbio
persiste sulle ragioni che portarono
all’allontanamento dal tempio
originario, è pacifico – per esplicita
ammissione nella pubblicazione ufficiale – che le due tele provengano
dal nosocomio ozierese e si deve
presumere dalla chiesa dei SS. Cosma
e Damiano (dalla sacrestia, in
particolare), non trovandosi motivo
di una esposizione in corsia per opere
di preciso soggetto religioso, non
riconducibile ad una generica devozione
taumaturgica.
Dal 1966 al 1973 il museo fu chiuso
per lavori di ampliamento e ristrutturazione;
alla sua riapertura la sezione
della pinacoteca fu ridimensionata a
sole 50 opere esposte (successivamente
elevate a 67). Considerati nel
numero delle opere meno rappresentative,
i dipinti ozieresi, con la gran
parte dei dipinti del museo, furono
trasferiti nella annessa quadreria-deposito.
Neppure la mostra “Arte in
disparte”, che aveva tra i suoi proponimenti
quello di fare conoscere alcune
opere pregevoli, dismesse per
ragioni di spazio, poté restituire alla
pubblica visione due opere meritevoli
di maggiore considerazione.3
Nel tabulato dell’inventario del Museo
Sanna le due tele compaiono col
titolo di Cristo compianto dalla Vergine
e Le Marie, senza una precisa
attribuzione e con un insignificante
punto interrogativo alla casella “cronologia”...
di
Gian Gabriele Cau
[Continua a pagina 21 del numero 31]
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