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Donne e scienze - L’astrofisica e i nobel negati
di Antonella Lentinu - Seconda PArte


Nel 1997 compariva su Nature uno studio di due ricercatrici svedesi: il loro lavoro dimostrava che per ottenere promozioni pari a quelle di un ricercatore, una ricercatrice (almeno a Stoccolma) deve essere 2,6 volte più brava. A questo lavoro se ne affiancarono altri, che dimostravano che anche i compensi, a parità di prestazioni, sono molto più bassi per le donne.
Questo avviene in molti ambiti della vita sociale ma è soprattutto in ambito scientifico che la discriminazione delle donne appare più evidente. Un dato sintomatico è rappresentato dal Premio Nobel: dal 1901, anno della sua istituzione, solo 34 donne (circa il 4% del totale!) sono state insignite del prestigioso premio, se poi si osservano i Nobel scientifici, il numero scende a 11!
Sono state solo 11 le scienziate alle quali è stato attribuito questo riconoscimento per una disciplina scientifica nei settori della fisica, chimica e medicina, su oltre 500 premi assegnati nel corso del XX secolo.
Per questa ragione il 19 marzo 2007, in occasione della manifestazione ”I giardini di marzo - Percorsi e proposte per le pari opportunità”, è stato presentato in anteprima a Milano il progetto “Nobel negati alle donne di scienza” con l’obiettivo di dare visibilità alle ricercatrici che, pur avendo realizzato significativi progetti scientifici, non hanno ricevuto il Premio Nobel.
Significativa è la storia di Rosalind Franklin (1920 – 1958). Era il 25 aprile 1953: sulla prestigiosa rivista Nature usciva l’articolo che annunciava la scoperta della struttura del Dna e che, nel 1962, portò all’assegnazione del premio Nobel a Watson e Crick. Il celebre disegno della doppia elica che appariva in quelle pagine era opera della signora Crick, illustratrice. Ma il contributo «femminile » a quello storico momento non si ferma qui, anzi. Rosalind Franklin, moglie di Watson, è considerata come una tessera ingiustamente mancante nella vicenda che assegnò a Watson e Crick
un posto così importante nella storia della scienza avendo trovato, come si seppe in seguito, le prove sperimentali di questa scoperta. Nata nel 1920, laureata a Cambridge in biochimica e ricercatrice a Londra al King’s College che non era certo un ambiente dei più facili: nella sala ristoro per i ricercatori senior le donne non erano neppure ammesse! Rosalind era abilissima nel suo lavoro, la produzione d’immagini per diffrazione di raggi X: con questa tecnica indagava i campioni di Dna e realizzò una fotografia tecnicamente perfetta di fibre di Dna, un’immagine che, agli occhi di un esperto, suggerisce con forza la struttura a doppia elica. Watson, il marito, trovò la foto e insieme a Crick, compì gli ultimi passi per verificare che il modello di Dna in loro possesso fosse riconducibile a una doppia elica. Rosalind Franklin non c’era più, morta di cancro nel 1958, molto probabilmente a causa delle radiazioni cui si era esposta nel suo lavoro. Nessuno avvisò mai l’autrice di aver preso visione di quella foto, la verità fu rivelata solo molti anni dopo, dallo stesso Watson, nel suo libro “La doppia elica”, dove lo scienziato raccontò l’episodio del furto in termini scherzosi.

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