SARDEGNA ARCHEOLOGICA COMMUNITY
Homepage




Nel periodo giudicale l’Anglona costituiva uno dei distretti (curatorìas) del regno di Torres, ritagliando un’area della Sardegna settentrionale i cui confini non possono essere stabiliti con precisione, sia per mancanza di fonti in proposito, sia perché non è dato sapere se e come la curatorìa abbia variato la sua estensione nei secoli XI-XIII, fino al 1259, quando cadde di fatto il giudicato turritano. Tuttavia gli studi condotti sull’insediamento medioevale in Sardegna hanno proposto dei criteri di determinazione dei confini basati su fattori geografici, linguistici, oltre che sull’eredità amministrativa dei secoli successivi alla caduta dei giudicati e sulla memoria storica popolare.
Nel caso dell’Anglona si può senz’altro dare credito a confini naturali quali il fiume Coghinas, a est, che costituiva anche parzialmente il limite statuale con il giudicato di Gallura. L’area sud-orientale dell’Anglona era separata dal Monteacuto e dalla curatorìa di Bisarcio in parte dal Coghinas ed in parte dalla regione boschiva di Su Sassu. A occidente l’Anglona guardava alla Romangia, o più precisamente alla regione di Montes, dalla quale era separata dal fiume Pedras de Fogu o dal fiume Silis, e più verso sud alla curatorìa di Figulinas (il confine con quest’ultima era segnato idealmente lungo i colli di Serra Suerzu, Ena ’e Giorzi, Monte su Contru e Su Sassittu), nel territorio di Ploaghe. A nord, infine, i confini erano segnati dal mare.
Caratterizzata da una morfologia prevalentemente collinare, l’Anglona è stata frequentata dall’uomo fin da epoche remotissime. Nel territorio di Laerru e Perfugas si conservano testimonianze del Paleolitico Inferiore, le più antiche attestazioni documentate nell’Isola. Il gran numero di fonti archeologiche (domos de janas, nuraghi, pozzi sacri) rivela una forte ed ininterrotta antropizzazione nell’epoca preistorica e protostorica. La fertilità delle zone interne dell’Anglona non passò inosservata ai Romani, che costituirono grossi latifondi a vocazione prevalentemente cerealicola e determinarono un aumento demografico, come testimoniano i dati archeologici e la toponomastica origine latina.
L’insediamento si sviluppò ulteriormente nel periodo bizantino e altogiudicale.
Fu allora che l’Anglona si consolidò come area omogenea assumendo la dimensione politicoamministrativa, oltre che territoriale, della curatorìa, che abbracciava gli attuali territori comunali di Castelsardo, Bulzi, Chiaramonti, Laerru, Martis, Nulvi, Perfugas, S. Maria Coghinas, Sedini, Valledoria....

di Alessandro Soddu
[Continua a pagina 17 del numero 31]



SARDEGNA ANTICA - Autorizzazione Tribunale di Nuoro n. 3 del 2.6.1992 - tutti i diritti sono riservati