Sul piccolo altopiano di Punt’e mura una serie di furraghes1 rispecchiano
la testimonianza di circa un secolo di produzione della calce. I manufatti,
causa l’abbandono, purtroppo versano in pessime condizioni, infatti sono
parzialmente distrutti ed invasi da erbe ed arbusti.
Un azione di recupero e di attenta salvaguardia è doverosa per conservare
la leggibilità di questo documento significativo e peculiare del rapporto
uomo-ambiente. Il recupero dei manufatti dovrebbe essere accompagnato
dalla conservazione dell’intero altopiano, primo fra tutti sarebbe necessario
porre dei vincoli sull’edificabilità nell’area, pena la banalizzazione e
la perdita di un ambiente unico.
L’ALTOPIANO DI PUNTA ‘E MURA
L’altopiano denominato Punta ‘e Mura è collocato fra i territori di Borutta
e di Torralba, si estende per circa 5 ettari ed è caratterizzato dalla presenza
di un enorme quantità di pietrame di calcare, in parte sparso in parte in
cumuli delimitati da muri a secco. Sul lato estremo a nord sorge la basilica
di san Pietro di Sorres ed a sud ovest le due chiese di sant’Antonio, inoltre
nel pianoro, sparse qua e là, vi sono numerose “pinnettas” realizzate integralmente
in pietra.L’area assume un particolare fascino anche per la presenza di queste torri
troncoconiche, inoltre i cumuli di pietrame, rimasti inutilizzati, danno la
sensazione di come il tempo si sia fermato quasi d’improvviso nel piccolo
altopiano.