Genetics - prima parte
di Maurizio Feo

In seguito alla pubblicazione, su Sardegna Antica, d’alcuni appunti
di Genetica di Popolazioni applicata alla Storia della Tirrenia Antica, è stata mossa una precisa critica dal professor Massimo Pittau, forse condivisa anche da altri lettori…
In sostanza, questo è il problema: chi non è un esperto di Genetica, si trova di fronte a studi ostici, che riportano tesi talvolta apparentemente
contrastanti e ciò crea confusione e disappunto.
Si chiede di chiarire se gli studi genetici neghino, oppure confermino,
una parentela tra Protosardi ed Etruschi.
Purtroppo – si deve ammettere – esistono problemi per quanto concerne
l’acquisizione, la divulgazione e la comprensione dei dati genetici
di popolazione.
La tecnologia necessaria per gli studi genetici ha fatto balzi da giganti,
per cui non è più un limite ai progressi nel campo. I problemi sono d’altra natura (oltre a quelli economici, sempre presenti). Prima
di tutto, il Genoma Umano è stato codificato solo di recente. Ne consegue che il numero ridotto degli esseri umani realmente studiati fino a qui – poco più di 10.000 soggetti in tutto il mondo – non è realmente rappresentativo di tutta l’umanità, 6.5 miliardi
di persone. Inoltre, i dati ottenuti devono essere omogenei e comparabili, cioè ottenuti con le stesse tecnologie, la stessa etica metodologica, nelle stesse cornici di tempo e devono essere ripetibili.
Infine, esiste una certa urgenza. Questa è in parte spiegabile dall’estinzione culturale di massa che il procedimento d’amalgama globale sta ineluttabilmente portando, cancellando la biodiversità preesistente. Uno dei sintomi è dato dall’estinzione delle lingue: prima del 1500, all’inizio delle grandi esplorazioni europee, esistevano
15000 lingue diverse. Oggi ne restano 6.000. La previsione – pessimistica – è che il 90% di queste potrebbe andare perduta per la fine del secolo in corso.
Un’altra spiegazione dell’urgenza è data da interessi non scientifici che spingono ad arrivare per primi alla vetrina della notorietà: non scordiamoci che grandi ritorni economici sono previsti e coinvolti nella ricerca genetica. C’è anche un fenomeno di “tendenza”.
La ricostruzione dei propri alberi genealogici e filogenetici è diventato
il secondo hobby dei nord americani (dopo il giardinaggio), tanto che “genetica” è la seconda voce più ricercata nell’internet. La spinta maggiore alle nuove ricerche viene da lì: il Genographic Project di Spencer Wells, sponsorizzato dalla National
Geographic Foundation, ha già raccolto poco meno di 200.000 campioni da soggetti diversi,
uniti dal desiderio di conoscere le proprie origini, da quelle intermedie europee fino a quelle più arcaiche, ovunque esse siano…
In Italia questa moda sta timidamente arrivando, ma per il momento la Genetica è vista con dosi uguali di confusione, incomprensione e diffidenza.
In più, si parla sempre più a sproposito di DNA, persino pubblicizzando prodotti commerciali.
Ciò porta anche ad esprimere un certo scetticismo riduzionista su quali possibili certezze
possano provenire da studi complicati e poco comprensibili ai più, di genetica di popolazione. Questo scetticismo è condiviso da molti, in ambito
scientifico e no…
Rispondere, inoltre, non è semplice, perché – purtroppo – è molto facile essere fraintesi. Si trattano,
fra l’altro, temi d’elevata conflittualità, nei quali orgoglio (nazionale e personale) e mancanza d’unità spesso giocano ruoli importanti e rendono meno sereni i giudizi…
Per comprendere la risposta, sarebbe anche necessario
conoscere almeno i fondamenti della Genetica
generale e della Genetica di popolazioni. E, se non è il caso di fare un corso di genetica, qui, almeno qualche richiamo sarà utile.
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