Homepage


Il lavoro di ricerca da me svolto si pone l’obiettivo di catalogare le raffigurazioni di navi che compaiono nell’arte paleocristiana, analizzandole da un punto di vista non solo iconografico e simbolico (vedi numero 31 della rivista), ma anche tecnico, perciò è stato necessario compiere un breve excursus sull’architettura navale, per trarre quelle conoscenze tecniche, necessarie per utilizzare un linguaggio appropriato e specifico.

Struttura delle navi

Premessa fondamentale è ricordare che la ricostruzione di una nave antica è possibile grazie all’archeologia subacquea.
Il viaggio nei meandri dell’archeologia navale inizia dal’analisi degli elementi strutturali di una nave.
La chiglia o spina è il pezzo fondamentale della struttura della nave e intorno ad essa si sviluppa la carena. È costituita da una trave robusta, diritta per la maggior parte della lunghezza della nave e alle estremità si incurva in corrispondenza della ruota di prua e di poppa.(1)
Il fasciame è costituito da tavole di spessore variabile secondo la grandezza della nave; è montato a paro, vale a dire con i corsi disposti taglio contro taglio, cioè ravvicinati, in modo che le superfici siano lisce. Ogni corso di fasciame è collegato al successivo per mezzo di linguette di legno. Il metodo dell’accostamento a paro è il più diffuso nell’architettura navale greco-romana. Il fasciame può essere semplicezione. (2)
Lo scafo o guscio è l’insieme dello scheletro e dei fasciami senza gli allestimenti (alberatura, velatura, arredi etc.).
L’ossatura, costituita dalle ordinate,(3) rappresenta insieme alla chiglia e ai corsi di fasciame uno degli elementi fondamentali della struttura della nave. Fasciame e ordinate sono collegati con caviglie di legno, talvolta rinforzati da chiodi di rame. Partendo da un’ordinata di riferimento, detta maestra, si collocano le altre ordinate. Si parla di ordinate guida o pilota, in riferimento a quelle che da sole consentono di determinare la forma dello scafo, tra esse è compresa quella maestra.(4)
Il sesto o garbo, è il modello o tavola sottile, di un elemento di costruzione di una nave.
Sono state scoperte su una decina di relitti le prove dell’esistenza delle cinte che, unite ai corsi di fasciame, contribuiscono ad aumentare la rigidità della carena in senso longitudinale e formano una cintura di protezione contro gli urti. In genere sono più di una su ogni lato.(5)
All’interno della carena si trova un paramezzale, parallelo alla chiglia e connesso ai madieri ad incastro. Le sue dimensioni sono inferiori a quelle della chiglia; la sua funzione principale è quella di unire e mantenere fermi i madieri, servendo da rinforzo nel senso della lunghezza. La scassa (modium) è destinata a ricevere il piede dell’albero e a distribuire gli sforzi dell’alberatura su gran parte della carena.
l’installazione dell’albero (malus) si ricorre ad un sistema di cavità multiple, comprendenti una cavità principale e alcune secondarie. La cavità principale, rettangolare, è destinata a ricevere il piede dell’albero.
La funzione delle altre cavità è in connessione con l’inserimento e il mantenimento dell’albero nella giusta posizione. Tali cavità dovevano ricevere gli elementi di una cassa di mastra verticale (foramen), che circondando l’albero sui lati lo sosteneva e doveva guidarne il piede durante le operazioni di drizzare e abbattere l’albero. L’albero era smontabile, come indicano numerose raffigurazioni di navi in sosta con l’albero reclinato. Nell’ipotesi di navi a più alberi, non conosciamo il modo in cui era fissato un secondo albero e ancor meno quello di un terzo fusto eventuale a poppa.(6)
In varie raffigurazioni di navi di età imperiale, presenti nei mosaici del Piazzale delle Corporazioni a Ostia, compaiono però imbarcazioni a tre alberi.
Per quanto riguarda l’attrezzatura, le grandi navi erano dotate di vele quadrate (acatus) e sopra il pennnone(7) (antenna) della vela maestra si aveva un secondo ordine di vele, denominate suppura.(8) La forma triangolare di queste vele consentiva le più svariate manovre. Le fonti letterarie c’informano che gli antichi praticavano la navigazione all’orza, cioè seguivano la direzione del vento.(9)
Il pagliolo,(10) cioè l’impiantito della stiva, ricopre l’ossatura e la sentina (la parte inferiore interna dello scafo) ed è costituito da tavole di dimensioni ridotte.
La conoscenza della parti superiori delle navi è molto più limitata, perchè in genere non si
sono conservate. Grazie ai relitti rinvenuti nel lago di Nemi e a Yassi Ada, al largo delle coste della Turchia, è stato possibile constatare l’esistenza dei bagli (travi di legno che uniscono le opposte murate di una nave), che svolgono una duplice funzione: di rinforzo in senso trasversale dello scafo nelle parti superiori e di sostegno del ponte.
Il ponte esiste sempre su navi di una certa grandezza, mentre quando le dimensioni sono minori può essere soltanto parziale.(11)
La carena (la parte dello scafo che rimane immersa nell’acqua) è di norma, nei relitti, la parte che meglio si conserva, perchè protetta da alghe e molluschi....

Loreta Pluchino

L'articolo non è completo, quello che si è potuto leggere è un anticipazione di quello che troverete nel numero 32 in edicola!

[continua in edicola nel numero 32]


1 Gianfrotta- Pomey 1981, p. 236. Ruota di prora: prolungamento della chiglia per foggiare la prora che può essere rotonda, slanciata, diritta, a sperone, ed è quindi indipendente dalla denominazione “ruota“. Se le estremità, poppa e prua, sono simmetriche può essere usato per entrambe.
2 Gianfrotta- Pomey1981, p. 241.
3 Ordinata: 1) ogni costola dell’ossatura nel piano trasversale; 2) una delle sezioni trasversali della nave, la più larga è chiamata ordinata maestra.
4 DELL’AMICO 2002, p. 48.
5 Gianfrotta- Pomey 1981, p. 247.
6 Gianfrotta- Pomey 1981, p. 252.
7 Pennone (antenna): trave di legno che s’incrocia all’albero della nave per sostenere la vela ad esso inferita, orientabile in modo da permettere la manovra di esse.
8 TURSINI 1950, p. 382.
9 Gianfrotta- Pomey 1981, p. 278.
10 Pagliolo: pavimentazione di legno, generalmente sollevabile, della stiva o di alcuni locali della nave, che ricopre l’ossatura e la sentina.
11 Gianfrotta-Pomey 1981, p. 256.

SARDEGNA ANTICA - Autorizzazione Tribunale di Nuoro n. 3 del 2.6.1992 - tutti i diritti sono riservati