SARDEGNA ARCHEOLOGICA COMMUNITY
Homepage



Federico riceve in sposa la figlia di Giovanni di Brienne.
(Miniatura da D. Abulafia, Einaudi).
Ho trovato un fascicolo scritto da Carlo di Carlo che porta un titolo particolare: quisquiglie e pinzillacchere per Dario.
Chi è Dario? Dario Malosti è una persona fortunata che ha assistito all’apertura del sarcofago dell’imperatore Federico II. Scrive, lui, di essersi lasciato convincere dagli amici a buttare giù degli appunti per poi parlarne in pubblico.
Sostiene Dario di essere un cultore di storia e non uno storico; uno che ha letto tanti libri di storia, che ama indagare avvenimenti complessi e ama profondamente Federico fin dall’adolescenza. Egli, pur non sentendosi uno storico, traccia il ritratto di Federico in maniera assai chiara affermando che tutto ciò che scrive e raccolta si trova già nelle biografie dell’imperatore. Indubbiamente.
Ma c’è modo e modo di trattare i fatti e i personaggi.
La sua esposizione condensata in 21 pagine di scrittura minuscola, percorre la vita di Federico in modo stringato; vi sono narrati i fatti fondamentali per la storia d’Italia e d’Europa, come i particolari di vita vissuta che rendono umana la figura dell’imperatore. L’autore mette in evidenza la persecuzione sistematica della Chiesa contro il fautore di una società tollerante verso gli altri (stranieri, arabi, musulmani, ebrei, eretici e scomunicati) e verso la scienza e perciò lo faceva passare per l’anticristo. Un laico illuminato che reclamava la sua indipendenza e contrastava al papa la pretesa superiorità sull’imperatore, come quella del Sole sulla Luna.
Strana combinazione, anche io amo Federico fin da quando ho imparato a leggere la storia senza i paraocchi imposti dalla scuola. Ho capito che tutte le nefandezze imputategli come “pupillo del Papa” che gli si rivolta, l’anticristo, il libertino amico dei musulmani, non corrispondevano a verità. Mai mi è stato detto né mai l’ho trovato scritto nei sacri testi scolastici che l’imperatore cercava di unificare l’Italia e farne un regno da comprendere nel Sacro Romano Impero. Una decente bibliografia rende giustizia sia a Federico sia a chi ama la storia. Questo, il Malosti lo mette in evidenza e mi trova del tutto
d’accordo. Gli autori moderni, della seconda metà del secolo scorso, trattano il personaggio in modo riduttivo, cucendogli un abito di monarca medioevale contraddittorio
e dai limiti culturali marcati. A mio avviso fu un laico con grandi doti politiche e culturali. Dicendo ciò non mi riferisco al ben noto trattato di falconeria, ma al modo di organizzare lo stato con giustizia e imparzialità.
Il Regno di Sicilia fu trasformato in giardino, un approdo al centro del Mediterraneo, posto di scambio e di confluenza di civiltà diverse. Un signore rinascimentale ante-litteram precursore di ciò che avverrà due secoli dopo.
Il di Carlo sostiene che molti problemi di Federico siano anche da imputare alla mancanza di vie di comunicazione nell’Italia di allora. Le grandi strade romane erano state interrotte dai barbari invasori e dai locali per ritardarne...

di Franco Romagna
[Continua a pagina 24 del numero 31]



SARDEGNA ANTICA - Autorizzazione Tribunale di Nuoro n. 3 del 2.6.1992 - tutti i diritti sono riservati