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L'isola Basaltica di Bidunie nel supramonte di Baunei
di Matteo Cara


Il rapporto diretto tra le risorse e l’insediamento umano è sempre stato oggetto della geografia, dato che entrambi i fattori concorrono alla creazione del paesaggio nel suo complesso.
Tale questione è stata accennata in un mio precedente intervento, 1 nel quale si portava il Supramonte ad esempio di una continuità temporale nel rapporto uomo-risorsa: quest’area è infatti ideale per svolgere un simile tipo di analisi, dato che alcune risorse fondamentali come pascoli, acqua e terreni coltivabili, sono qui rare e circoscritte ad aree limitate del territorio.
Approfondendo l’analisi si possono dunque individuare alcune zone particolarmente significative, differenti cioè per le loro caratteristiche geologiche e morfologiche, tali da determinare condizioni di insediamento più favorevoli all’interno del massiccio calcareo in esame: si tratta di limitati espandimenti basaltici quaternari, poggianti direttamente sui calcari e le dolomie giuresi che contraddistinguono i Supramontes. La genesi filoniana di queste piccole “isole” di rocce effusive ne determina anche la scarsa ampiezza: si tratta infatti solitamente di pianori poco estesi, con una zona leggermente più elevata che indica il punto di fuoriuscita del magma. In virtù della sua composizione chimica, la roccia basaltica, una volta alteratasi, da origine a terre solitamente fertili; possiede anche proprietà impermeabili, differenza sostanziale rispetto alle rocce carbonatiche
del Supramonte; infine, trattandosi spesso di pianori formati dalle colate magmatiche, posseggono una morfologia generalmente più dolce rispetto all’accidentato massiccio circostante.
Queste caratteristiche, così differenti rispetto al resto dell’aspro territorio supramontano, hanno reso da sempre appetibili ed ambite le zone basaltiche, le quali garantivano senza ombra di dubbio condizioni di insediamento più favorevoli e la possibilità, rara in Supramonte, di alcune piccole porzioni di terreno pianeggiante coltivabile. Sin dalla preistoria si instaurò dunque un binomio tra l’uomo e tali aree, saldo al punto da durare nei millenni fino ai nostri giorni, e del quale possiamo leggere evidenti testimonianze sul campo. Si noti che le zone basaltiche di cui si discute sono ubicate specialmente nel blocco più orientale dei Supramontes, quello compreso nei limiti amministrativi di Dorgali e Baunei: procedendo da Nord a Sud, riscontriamo gli espandimenti di Codula Manna, Cala Gonone, Monte Bonacoa, Toddeitto, Ghivine e Fruncu Nieddu in territorio di Dorgali; Su Masongiu, Pedra Molina, Monte Longu, Bidunie, Su Runcu ‘us Pressos, S’Orrù e la vasta colata di Golgo in territorio di Baunei.2 Ovunque, negli espandimenti citati, sono riscontrabili segni della frequentazione umana, da numerose schegge di lavorazione e manufatti in selce ed ossidiana, verosimilmente di età neolitica, ai Nuraghes, ai grandi villaggi dell’età del ferro e romana, per terminare con i Cuiles disseminati sul territorio.




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