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La tesi di un’affinità genetica, linguistica e culturale tra gli Etruschi ed i Nuragici è stata adombrata come possibile da vari autori1. Sono state descritte le numerose e convincenti affinità linguistiche, alcuni dettagli archeologici, storici e geografici d’indubbia suggestione ed importanza, per ipotizzare infine un’identità attendibile, che sembrava, se non certa, almeno degna di considerazione da parte di tutti coloro che s’interessano a qualsiasi titolo degli argomenti Tirrenici… C’è chi ha molto amato quella tesi, ricercandone appassionatamente a lungo altre prove. Il metodo scientifico non dovrebbe lasciarsi fuorviare da motivi affettivi, ma è indubbio che alcune ipotesi sono più affascinanti di altre e a quelle, talvolta inconsapevolmente, si riserva un trattamento di favore. Ora, gli studi genetici stanno inesorabilmente mettendo in luce una verità che si oppone ad una consanguineità tra Etruschi e Sardi. D’altro canto, forse per non deludere del tutto, gli stessi studi sembrano invece avvalorare contemporaneamente un’altra tesi d’affezione: l’origine orientale degli Etruschi, così come inizialmente raccontata da Erodoto (484 - 425 a.C.). Proprio quella tesi che la maggior parte degli archeologi nega recisamente e di solito non prende in alcuna considerazione.
La situazione precedente
Nella ormai plurimillenaria diatriba tra migrazionisti ed autoctonisti, Massimo Pallottino indicò la soluzione, compiendo ammirevoli virtuosismi dialettici ed indicando come di scarsa importanza l’ambiente geografico d’origine di un popolo, al confronto con l’evoluzione della cultura e delle tradizioni, fino alla formazione di una civiltà distintiva, seppure in un nuovo ambiente, che è quella con cui identifichiamo realmente quella popolazione. Era un periodo storico – si ricordi – in cui le tesi esterofile avrebbero precluso il lavoro a chiunque nello Stato Italiano, non solo nel campo dell’archeologia. Stato Italiano, non solo nel campo dell’archeologia. Da allora, Erodoto e cir-ca altri trenta autori antichi divennero inaffidabili ed indegni di fede2. Dioniso
d’Alicarnasso (I sec a.C.), persona sicuramente non a conoscenza dei fatti, fu
assunto invece come testimone chiave di un processo con sentenza già decisa a priori: gli Etruschi furono dichiarati definitivamente autoctoni. Antiquissima, sed italica gens.
Oggi, la genetica di popolazione inizia ad esprimere il proprio pacato, ma fermo, disaccordo, confermando la tesi migrazionista degli Etruschi3.
Attenzione, però: ci si muove su un terreno infido. Vediamo perché. C’è chi sostiene che la lingua etrusca sia indoeuropea4, laddove la maggioranza ...
(Maurizio Feo)
Continua a pag. 7 di Sardegna antica n°31
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