Nelle adiacenze del centro storico di Olbia sulla cima di una lieve altura
si erge la basilica minore di San Simplicio. L’edificio sacro fu costruito,
probabilmente, su un antico cimitero cristiano extra-muros utilizzato dal
I secolo fino all’Alto Medioevo (Panedda 1953, p. 25-34) similmente al
San Gavino di Porto Torres o al San Saturno di Cagliari. L’area fu anche
luogo di culto tra il III e il I secolo a.C., come dimostra il ritrovamento
di una stipe votiva, verosimilmente demetriaca, che pone in relazione
quest’area con quella della parrocchiale di San Paolo nel pieno centro
storico della città (Pisanu 1996, p. 497), sotto la quale sono stati rinvenuti
i resti di un santuario di Melqart-Ercole risalente al III-II secolo a.C.
(D’Oriano 1994, pp. 937-948). Nel caso specifico del San Simplicio “la
continuità di utilizzazione dell’area giustificherebbe l’ipotesi che anche
la primitiva cattedrale paleocristiana – e quindi il gruppo episcopale di
Fausania – fosse ubicata nello stesso sito di quella medioevale” (PISANU
1996, p. 497).
Questi dati porterebbero ad avvalorare l’ipotesi che il sito sul quale insiste
la basilica fosse quello di Fausania, citata nelle epistole di Gregorio
Magno come sede episcopale da tempo vacante e molto antica (Turtas
1992, p. 698), e poco dopo da Giorgio Ciprio nella sua Descriptio Orbis
Romani (Pisanu 1996, p. 495). Tale dato tuttavia non pare così certo e
scontato (Serra 1988, p. 324), infatti si basa in gran parte sull’identificazione
che ne fece il Fara nella sua Chorographiam della seconda metà del
XVI secolo, che a sua volta cita il Libro di Re Ruggero di Edrisi. In merito
a questa fonte, però, vi è da dire che si tratta solo di una similitudine fonetica,
infatti il geografo arabo non parla di al Faysanah, ma piuttosto di al
Qaytanah (Bazama 1988, pp. 24-26, 29-31).
Nonostante comunque l’incertezza dell’ubicazione rimane la secolare
tradizione, avvalorata dal Martirologio Romano, secondo la quale in
quel luogo sarebbe stato martirizzato il vescovo Simplicio il 15 maggio
del 304 sotto Diocleziano (Careddu 1996, p. 367). Il Martyrologium
Hyeronimianum registra invece, il 15 maggio, il dies natalis del presbiter
Simplicius, in Sardinia (Zucca 1996, p. 259).
La confusa tradizione manoscritta del martyrologium presenta in un
codex (X sec.) l’annotazione in Sardinia Simplicii et civitate Fausania
Rotolae, mentre in altri codici è più correttamente indicato In Sardinia
Simplicii et in civitate Filasiana Rosulae. L’annotazione andrebbe corretta
quindi, come sostiene Zucca, in questo modo: In Sardinia, civitate
Fausania, natale Simplicii presbiteri et in civitate Filasiana natale Rosulae,
avendo, lo scrivano, confuso i due toponimi per somiglianza. In
questo modo si avrebbe la prova del rapporto tra Simplicio e Fausania, “riconoscendo nel sito della cattedrale romanica la possibile sede dell’insula
episcopalis altomedioevale” (id.). Mancano tuttavia dati certi
che avvalorino una continuità storica tra la diocesi di Fausania, per la
quale abbiamo il nome del vescovo Vittore nel 599, e quella Medioevale
di Cìvita, riferibile al ripristino della cattedra nel cimitero sancti Semplici
ricordato in un documento del 1113-16, dove fu intrapresa la fabbrica
romanica che oggi conosciamo (Coroneo 1993., p. 80). In tutti i casi
solo a partire dal XII secolo l’attuale edificio è ricordato quale cattedrale
della diocesi di Gallura prima (1138) e di Civita poi (1173) (Careddu
1996, p. 368).
La facciata della basilica, realizzata come il resto della chiesa in granito,
si presenta scompartita verticalmente in tre parti. Le laterali, più
basse, sono caratterizzate da larghe paraste angolari sugli spigoli e da
paraste più esili verso il centro che sorreggono due archetti pensili per...
di
Luigi Agus
[Continua a pagina 37 del numero 31]