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Orgosolo: Vestizione della Madonna
e benedizione dei bambini C’era una volta un tempo in cui l’anno finiva ad agosto, in piena estate, ed era il tempo per tirare le somme e cercare nuovi padroni per chi padrone non era. Tutto veniva regolato da usanze, consuetudini e contratti, rispettati alla regola nonostante per redigerli bastasse una parola o una stretta di mano. Pascoli, greggi, campi da semina, boschi per legna o per ghiande, tutto veniva rimesso in discussione da padroni e maestranze. Il contachilometri veniva azzerato e si ricominciava da capo, con tanta speranza, buonsenso e voglia di fare. Quanti fanciulli, proprio in quel mese, che oggi vuol dire vacanza, venivano strappati al loro essere tali per diventare “teraccos”. Tempi di “padri padroni”, servi a loro volta di padroni veraci, tempi duri per tutti, eppure, in questo stato di cose che poco sembrava concedere a svaghi, esistevano feste dove amarezze, fatiche e dolori riuscivano a scavare l’illusione di una tregua. La festa più importante era quella della Vergine Assunta, la madre celeste dormiente. “Nostra Sennora de mes’agustu”, bastava e basta il nome per dire tutto, sia ieri che oggi. Candelieri maestosi la venerano da secoli, per voto o per altro, sia a nord che a sud dell’isola, ed è solo un esempio. A Orgosolo l’usanza è diversa e anche questa, almeno nella sua parte più intima, rappresenta per me una ulteriore, dolcissima, scoperta recente. Mai sentito parlare di bimbi che “brincana Nostra Sennora”? Ebbene ad Orgosolo accade tutt’ora, e io, fino a quest’anno, non lo sapevo, e ciò mi rattrista. Sto parlando della parte più vera di una devozione che a pensarci bene travalica ogni confine. Sapevo di ori abbondanti donati per chiedere grazie o per renderle, di rosari cantati, di una processione maestosa, suggestiva e solenne, ma di bimbi che Le venivano offerti, affidati alla Sua protezione, “passandole sopra”, in un modo che sembrerebbe bizzarro, ancora non ne avevo sentito parlare. La mattina del 14 di agosto, vigilia della festa, di buon mattino si comincia con la “vestizione” della Madonna. Vestizione! L’usanza è vecchia di secoli ed ha un preciso motivo di esistere perché anticamente Santi, Sante e Madonne per essere statue avevano veramente poco: la testa, le mani ed i piedi. Il resto erano pezzi di legno, sagomati alla bella meglio, giusto per dare una parvenza di corpo. A ricoprire quegli abbozzi corporei con vestiti sfarzosi avrebbero pensato, con vanto ed orgoglio, sarte e ricamatrici locali, e questa era usanza. Quando le statue hanno cominciato ad essere statue per davvero, nella loro interezza, la “vestizione” ha continuato imperterrita, e ancora continua. L’Assunta di Orgosolo non è un pezzo di legno, ma uno strano manichino anche se la parola manichino è talmente riduttiva, vista l’immane devozione, che l’usarla mi da oltremodo fastidio. Come può un manichino smuovere coscienze e devozioni, elargire grazie, rispondere misericordiosa alle sofferte implorazioni di madri e di spose, ma anche di padri? Quindi è ben altro, comunque sia, è morbida e flessuosa, ed è strano perché è antica di almeno due secoli. Presa in braccio, perché da una teca viene tolta di peso per essere sistemata nel suo trono dormiente, si comporta come se fosse un vero e proprio corpo umano. Assume i movimenti di una fanciulla giustappunto che dorme, in un modo così impressionante che lascia senza parole chi guarda e riempie di emozione chi ha il privilegio di poterla toccare. Nel vestirla e nel vederla vestire, l’impressione è la stessa. Aveva ragione l’amica che mi ha dato la dritta dell’evento: “Vacci, non te ne pentirai, e non ti dico nient’altro perché non ci sono parole per descrivere quello che avviene!” Il rituale è lungo e meticoloso, regolato e scandito da ordini muti, fatti di sguardi decisi, eseguiti con garbo in altrettanto religioso silenzio.
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